Lego Serious Play (LSP) è una metodologia di facilitazione che usa la costruzione con i mattoncini LEGO per aiutare persone e gruppi a ragionare, esprimere idee complesse e prendere decisioni in modo più consapevole. In ambito aziendale viene utilizzata soprattutto per lavorare su temi come identità e strategia, collaborazione tra funzioni, comunicazione interna, gestione del cambiamento e definizione di obiettivi condivisi. Il punto non è “giocare”: è costruire modelli tridimensionali che rappresentano concetti, relazioni e problemi reali, e poi usarli come base per una conversazione strutturata.
Questa guida raccoglie i principi del metodo, come si svolge una sessione, esempi di attività concrete, informazioni sui kit e sui percorsi formativi per facilitatori. L’obiettivo è fornire un quadro pratico, realistico e utile a chi sta valutando LSP come formato di workshop o come leva per il lavoro sui team.
- Indice
- La metodologia di Lego Serious Play
- Esempi e applicazioni di Lego Serious Play
- Kit e materiali per Lego Serious Play
- Corsi e formazione per Lego Serious Play
- Domande frequenti
La metodologia di Lego Serious Play
Per capire dove si inserisce LSP, è utile collocarlo dentro il panorama più ampio dei formati e delle tipologie di attività di team building. A differenza di attività orientate principalmente all’ingaggio o alla socializzazione, LSP è spesso scelto quando serve un formato “hands-on” ma rigoroso, capace di far emergere insight, allineare linguaggi e creare un output condiviso (modelli, metafore, mappe di relazione) che poi può essere tradotto in azioni.
Che cos’è il metodo Lego Serious Play
Il metodo Lego Serious Play è una pratica di facilitazione basata su un assunto semplice: le persone pensano meglio quando “costruiscono” e raccontano. Nel metodo, ogni partecipante costruisce un modello con i mattoncini per rispondere a una domanda posta dal facilitatore; poi spiega il significato del modello agli altri. Questo passaggio è centrale: non conta l’estetica, conta la storia e il significato attribuito ai pezzi e alle relazioni tra pezzi.
In termini di obiettivi, LSP viene usato quando un’organizzazione ha bisogno di: rendere visibili idee e percezioni che restano implicite; aumentare la qualità della partecipazione (tutti parlano, non solo i più vocali); esplorare scenari e opzioni; allineare persone con ruoli diversi su una visione comune. In questo senso è coerente con l’idea di team building come intervento intenzionale: se vuoi un inquadramento più generale su cosa sia e perché funzioni, può essere utile leggere che cos’è il team building e perché è rilevante.
I principi di base della tecnica
Il cuore di LSP è la combinazione tra costruzione, narrazione e riflessione guidata. La sessione procede per cicli, in cui a una domanda segue un tempo di costruzione, poi la condivisione e infine domande di approfondimento. L’attenzione non è sul “trovare subito la risposta”, ma sul far emergere significati e connessioni che spesso rimangono invisibili nelle discussioni tradizionali.
Alcuni principi pratici aiutano a capire perché la metodologia è efficace:
- Everyone builds, everyone shares: tutti costruiscono e tutti raccontano. Questo riduce dinamiche di dominanza e migliora la qualità dell’ascolto.
- Il modello è una metafora: i mattoncini non “rappresentano” la realtà in modo letterale; rappresentano idee, valori, ostacoli, relazioni, rischi. La metafora rende discutibili temi delicati senza personalizzare il conflitto.
- Si parla del modello, non della persona: la conversazione si sposta dall’opinione (“io penso che…”) a un oggetto condiviso (“nel modello c’è…”), facilitando confronto e negoziazione.
- Domande progressive: si parte da costruzioni semplici (skill building) per arrivare a modelli individuali, poi modelli condivisi e infine scenari o piani d’azione.
È importante anche una nota di realismo: LSP non è una scorciatoia. Funziona bene se c’è una domanda di lavoro chiara, un gruppo con disponibilità a esplorare e un setting che tutela sicurezza psicologica e rispetto dei tempi. Se l’obiettivo è esclusivamente “fare qualcosa di diverso” senza un output o una direzione, spesso esistono alternative più coerenti.
Come si svolge una sessione di Lego Serious Play
Una sessione LSP è tipicamente condotta da un facilitatore e segue una struttura piuttosto stabile. Nel contesto dei team building formativi, LSP viene spesso progettato come workshop di mezza giornata o giornata intera, con momenti di lavoro in sottogruppi e restituzioni plenarie. La durata dipende dall’obiettivo: esplorare un tema (es. comunicazione) richiede meno tempo che costruire una strategia o un modello di collaborazione cross-funzionale.
In forma semplificata, una sessione include:
- Allineamento iniziale: obiettivi, regole di ingaggio, linguaggio comune (cosa intendiamo per “collaborazione”, “priorità”, “cliente”).
- Skill building: brevi esercizi per prendere confidenza con la costruzione e con l’uso della metafora (es. costruire “un ponte” che rappresenti una relazione).
- Costruzioni individuali: ogni partecipante risponde a domande guidate costruendo un modello e raccontandolo.
- Modello condiviso: il gruppo integra elementi chiave in un modello unico, negoziando significati e priorità.
- Scenari e stress test: si introducono eventi possibili (cambi organizzativi, vincoli, opportunità) e si osserva come il modello reagisce.
- Traduzione in azioni: dal modello a decisioni, principi operativi, responsabilità e prossimi passi.
Un aspetto spesso sottovalutato è la qualità delle domande. Domande troppo generiche (“costruite la vostra strategia”) producono modelli confusi; domande troppo chiuse (“costruite tre obiettivi”) limitano esplorazione e insight. Un buon design bilancia apertura e direzionalità e collega il lavoro tridimensionale a output utili: criteri decisionali, metriche, rituali di team, backlog di iniziative.
Esempi e applicazioni di Lego Serious Play
Le applicazioni di LSP sono molte, ma hanno un denominatore comune: creare un contesto in cui pensare insieme diventa più concreto e meno astratto. In azienda, LSP viene spesso usato come formato di workshop quando bisogna migliorare l’allineamento tra stakeholder o affrontare temi “complessi” che non si risolvono con una semplice riunione (perché non c’è un’unica verità, ma percezioni diverse e interdipendenze).
Attività dinamiche con Lego Serious Play
Se stai progettando un workshop indoor, LSP si integra bene con altri workshop creativi e attività indoor perché mantiene un alto livello di energia senza richiedere spazi esterni o logistica complessa. È particolarmente utile quando vuoi lavorare su creatività, problem solving e coesione, ma con un output leggibile e discutibile. In questo senso dialoga con formati centrati sulla creatività nel team building, con una differenza: LSP tende a strutturare la creatività dentro un percorso di decisione e significato condiviso.
Esempi concreti di attività (con obiettivi e output tipici):
- Identità del team: “Costruisci ciò che il team porta di unico”. Output: valori praticati vs dichiarati, punti di forza, rischi di deragliamento.
- Allineamento su obiettivi: “Costruisci il risultato che vogliamo ottenere tra 6 mesi”. Output: definizione condivisa di successo e indicatori osservabili.
- Mappatura delle interdipendenze: “Costruisci cosa ti serve dagli altri team e cosa dai in cambio”. Output: flussi, colli di bottiglia, aree di negoziazione.
- Decisioni difficili: “Costruisci due opzioni e cosa guadagni/perdi”. Output: trade-off esplicitati e criteri decisionali.
Quando l’obiettivo è far vivere un’esperienza trasformativa e non solo “capire”, LSP può essere inserito anche in percorsi di team building esperienziali, ad esempio alternando momenti di attività e momenti di riflessione guidata con costruzione metaforica: l’esperienza produce materiale emotivo e relazionale, la costruzione aiuta a trasformarlo in apprendimento e impegni concreti.
Uso di Lego Serious Play nello sport e nei team aziendali
Nello sport di squadra (e in generale nei contesti ad alta interdipendenza) è comune lavorare su ruoli, fiducia e coordinamento. LSP può supportare questi temi rendendo visibili aspettative e “regole non dette”. Per esempio, un gruppo può costruire cosa significa “supportarsi” durante una partita o come appare una comunicazione efficace sotto pressione. La forza del metodo è che permette di parlare di dinamiche relazionali senza accusare: ci si confronta su un modello e sulle sue implicazioni, non su etichette personali.
Nei team aziendali, le applicazioni sono simili ma spesso legate a processi e stakeholder: onboarding di un nuovo manager, integrazione post-merge, riprogettazione di un servizio, passaggio a modalità ibride. In questi casi, LSP viene spesso combinato con momenti di facilitazione più tradizionale tipici dei percorsi formativi, oppure con attività più esperienziali quando serve lavorare sulla fiducia e sulle abitudini di collaborazione (formati esperienziali).
Un esempio frequente: un team cross-funzionale (sales, operations, customer care) costruisce il “viaggio” di un cliente e inserisce nel modello gli attriti principali. Il modello consente di vedere dove si generano ritardi o incoerenze, e soprattutto di discutere le cause (processi, strumenti, decisioni, regole) senza ridurre tutto a “colpa di qualcuno”.
Lego Serious Play per la scuola e la formazione
In contesti educativi e formativi, LSP viene usato come strumento per favorire partecipazione, pensiero critico e metacognizione. A scuola può supportare l’espressione di concetti complessi (es. cittadinanza, scienze, letteratura) attraverso metafore costruite; nella formazione professionale può aiutare a trasformare contenuti astratti in competenze agite. Anche qui la logica è coerente con i format formativi: l’esperienza non è fine a sé stessa, ma diventa un supporto a riflessione e consolidamento.
Un uso interessante in formazione adulti è la costruzione di “modelli mentali”: ad esempio, in un corso su leadership si può chiedere di costruire “come prendi decisioni quando hai informazioni incomplete”. Il racconto del modello aiuta a rendere esplicite abitudini, bias e criteri, aprendo spazio per sperimentare alternative. Nei gruppi numerosi, è fondamentale progettare bene tempi e turni di condivisione per mantenere ascolto e qualità.
Kit e materiali per Lego Serious Play
La qualità di una sessione LSP dipende più da design e facilitazione che dal numero di pezzi, ma i materiali contano: devono permettere costruzioni rapide e metaforiche. In generale, i kit includono una selezione varia di mattoncini, elementi speciali, minifigure e pezzi con forme che si prestano a rappresentare concetti (connessioni, ostacoli, risorse, minacce).
Lego Serious Play starter kit
Lo starter kit è pensato per gruppi piccoli o per iniziare a sperimentare il metodo. Di solito contiene una varietà di pezzi sufficiente per esercizi di skill building e per modelli individuali non troppo complessi. È utile per: testare LSP in un piccolo team, creare un prototipo di workshop, o integrare attività di costruzione in una sessione più ampia.
Un limite tipico dei kit “base” è che, se la domanda richiede di costruire sistemi ricchi di relazioni (molti attori, dipendenze, scenari), si rischia di avere poca varietà di elementi “metaforici”. In quel caso conviene integrare con set aggiuntivi o utilizzare kit più completi.
Altri kit disponibili e loro caratteristiche
Oltre allo starter, esistono kit più ampi pensati per workshop strutturati e per gruppi medi. La differenza principale non è solo la quantità, ma la varietà: più pezzi speciali, più elementi di connessione, più opzioni per rappresentare movimento, tensione, barriere, gerarchie o legami. Questo rende più facile trasformare domande complesse in modelli leggibili.
In pratica, quando scegli un kit (o una combinazione di kit) è utile considerare:
- Dimensione del gruppo: quanti partecipanti devono costruire in parallelo.
- Tipo di output: modelli individuali, modello condiviso, mappatura di sistema, scenari.
- Tempo disponibile: con poco tempo serve materiale che faciliti costruzioni rapide e “parlanti”.
- Livello di confidenza: gruppi alle prime armi beneficiano di varietà ma anche di semplicità.
In azienda può essere sensato trattare i mattoncini come materiale didattico condiviso, con una logica simile a quella con cui si allestisce una sala per workshop: ciò che conta è che tutti abbiano accesso agli stessi strumenti e che nessuno resti “senza pezzi” nel momento in cui deve dare forma a un’idea.
Dove acquistare i kit in Italia
I kit per LSP si possono acquistare attraverso canali retail e marketplace, oppure tramite rivenditori specializzati in materiali educativi e per facilitazione. La scelta del canale dipende spesso da esigenze pratiche (tempi di consegna, fatturazione, disponibilità di quantità) più che da differenze funzionali. Vale la pena verificare: composizione del kit, condizioni di reso, disponibilità di ricambi e la possibilità di acquistare più unità identiche per gruppi numerosi.
Se l’obiettivo è avviare LSP come pratica ricorrente (non come episodio singolo), conviene pianificare l’investimento come parte del budget di sviluppo: capire quante sessioni prevedi, con quali gruppi e con quale frequenza. Un riferimento utile, più generale, è ragionare su prezzi, budget e pianificazione dei costi del team building, così da inquadrare anche materiali, facilitazione, location e follow-up.
Corsi e formazione per Lego Serious Play
Imparare LSP non significa solo conoscere esercizi: significa saper formulare domande, gestire tempi e dinamiche, far emergere significati senza guidare le risposte e soprattutto tradurre i modelli in decisioni e azioni. Per questo, chi vuole usare LSP in modo serio (in azienda o nella formazione) spesso investe in un percorso di training specifico e in pratica supervisionata.
Come diventare facilitatore certificato
Il percorso per diventare facilitatore passa tipicamente da formazione dedicata al metodo, pratica sul campo e sviluppo di competenze di facilitazione (gestione del gruppo, ascolto, domande potenti, gestione dei conflitti). È utile distinguere tra “saper usare i LEGO in aula” e “facilitare LSP”: nel secondo caso, il focus è sul processo di sensemaking del gruppo.
In azienda, un facilitatore efficace deve anche saper leggere il contesto: cultura organizzativa, livello di sicurezza psicologica, obiettivi dell’intervento, vincoli di tempo e stakeholder. Per questo LSP è spesso più efficace quando è integrato in un disegno di sviluppo più ampio, non come intervento isolato.
Costi e modalità dei corsi
Costi e modalità variano in base a durata, formato (in presenza/online), numero di partecipanti, livello del corso e materiali inclusi. In generale, i corsi orientati alla facilitazione includono: esercitazioni pratiche, progettazione di domande, simulazioni di conduzione, debrief e strumenti per adattare la metodologia a diversi obiettivi (strategia, change, leadership, cultura, innovazione). Quando si valutano i costi, ha senso considerare anche il tempo di preparazione necessario: LSP richiede design accurato, non solo “un set di attività”.
Se stai ragionando in ottica organizzativa, può aiutare collegare l’investimento formativo a obiettivi e metriche. Per esempio: migliorare collaborazione tra funzioni, ridurre attriti decisionali, velocizzare onboarding o allineamento. Su come rendere misurabili questi obiettivi, può essere utile un approfondimento su KPI e metodi per misurare l’impatto del team building.
Offerte di corsi in Italia
In Italia esistono proposte formative legate a LSP e, più in generale, alla facilitazione di workshop e percorsi di apprendimento esperienziale. Se l’interesse è utilizzare LSP come strumento all’interno di programmi HR, Academy interne o iniziative di sviluppo manageriale, è utile inquadrarlo nel perimetro dei team building formativi, dove metodologia, obiettivi e follow-up vengono progettati in modo integrato.
In pratica, prima di scegliere un corso conviene chiarire: per quali casi d’uso vuoi applicare LSP (strategie, cultura, progetto, clima), con quali gruppi (manager, operativi, cross-funzionali), e che output ti servono (decisioni, piani, principi di lavoro, allineamento). Questo aiuta a valutare se la proposta formativa è centrata sul “metodo” o su competenze più ampie di facilitazione e design.
Domande frequenti
Che cos’è il metodo Lego Serious Play®?
È una metodologia di facilitazione che usa costruzioni LEGO come linguaggio condiviso per esplorare problemi, idee e scenari. I partecipanti costruiscono modelli in risposta a domande guidate e poi raccontano il significato del proprio modello. La conversazione si basa sui modelli, rendendo più semplice far emergere punti di vista diversi e arrivare a una comprensione comune.
Quanto costa la certificazione Lego Serious Play?
Non esiste un prezzo unico: i costi dipendono dal provider, dalla durata del corso, dai materiali inclusi e dal formato (online o in presenza). Quando valuti, considera anche i costi indiretti: tempo di preparazione, pratica necessaria per acquisire fluidità e, se l’obiettivo è l’applicazione in azienda, la progettazione dei workshop e il follow-up.
Cosa sono gli LSP?
“LSP” è l’acronimo comunemente usato per riferirsi a Lego Serious Play. Nel linguaggio di chi lo pratica, può indicare sia la metodologia in generale (“fare un LSP”) sia una sessione/workshop costruita secondo i suoi principi.
Quali sono i principali benefici di Lego Serious Play?
I benefici più citati riguardano qualità della partecipazione e profondità della conversazione: più persone contribuiscono, emergono assunzioni implicite, si costruisce un linguaggio comune e diventa più facile allinearsi su priorità e decisioni. In molte organizzazioni, il valore è anche nella riduzione di ambiguità: ciò che viene costruito e raccontato tende a essere più chiaro di una discussione solo verbale.
Detto questo, per valutare il beneficio in modo non “impressionistico” conviene legarlo a indicatori (es. tempi decisionali, qualità del passaggio di consegne, riduzione rework, chiarezza obiettivi). Un riferimento utile è l’approfondimento su benefici e ROI per azienda e team.
Come si integra Lego Serious Play nelle attività aziendali?
LSP funziona bene quando è inserito in un percorso: prima si chiariscono obiettivi e contesto, poi si progetta il workshop e infine si definisce un follow-up con responsabilità e tempi. Per esempio, può essere usato come kick-off di un progetto, come momento di riallineamento dopo un cambiamento, o come laboratorio di definizione di principi di collaborazione tra team.
Se vuoi capire come incastrarlo in un disegno più ampio di iniziative HR e sviluppo organizzativo, può essere utile esplorare i servizi di Teamcore e l’approccio al team building come leva HR strategica. In ottica operativa, inoltre, ha senso partire da una progettazione solida: un framework pratico è come progettare un team building efficace in 7 passi, adattando poi il “passo workshop” alle specificità di LSP.
Infine, LSP non è necessariamente “per grandi aziende”: può essere molto efficace anche in contesti piccoli, dove le dinamiche sono ravvicinate e la comunicazione informale rischia di lasciare zone d’ombra. Se stai valutando un intervento in una realtà snella, può essere utile il taglio pratico di come organizzare il team building nelle PMI, integrando LSP quando serve fare chiarezza e allineamento.
In sintesi, Lego Serious Play è particolarmente utile quando serve dare forma a ciò che il team “sa” ma non riesce a dire: obiettivi, paure, dipendenze, criteri decisionali. Se il tema è scegliere il formato più adatto al tuo contesto, prima di decidere può aiutare anche una guida su come scegliere il team building giusto per la tua azienda, così da confrontare LSP con alternative più esperienziali, creative o strategiche e usare la metodologia nel punto in cui crea più valore.









